produzione n.1/2003-2004

ass.cult. “Musica, Teatro e Tradizione Popolare”       Bolzano

bolzano- auditorium l. battisti

27 gennaio 2004

      bolzano- CIRCOLO  CITTADINO

13 Febbraio 2004

Io  e   Pulcinella

 

 

Canovaccio di Alessandro D’Alessandro

Musiche  Tradizione Popolare del sud Italia

MUSICISTI   “TANTAUAJE”

Alessandro D’Alessandro              chitarra/mandola/mandolino/tamburelli/voce    

Daniele Mistura                              fisarmonica / flauti          

Francesca Premier                         violino/tamburello/voce      

Cinzia Trisolini                  tamburello/chitarra /voce

PERSONAGGI       E        INTERPRETI

 

PULCINELLA CETRULO DI ACERRA          Alessandro D’Alessandro

SMERALDINA                                                    Clarissa Vacalebre

SCIURELLA                                            Valentina D’Alessandro

DIAMANTINA                                           Valentina Wipfler Albertin

MARGHERITINA                                      Sofia D’Alessandro  

 


Prefazione                                                                                                                                                  “Io e Pulcinella” rappresenta un bisogno, un’esigenza particolarmente viva di portare al pubblico uno sciamano, suo malgrado, e un imbonitore di sogni, quale è Pulcinella. Questo personaggio popolare è stato perennemente associato alle figure della Commedia dell’Arte, se pur ciò non rappresenta una limitazione,  senza prendere seriamente in considerazione l’esoterismo contenuto nel suo “essere quasi umano”, una sorta di “bonafficiàta”(gioco del lotto) napoletana in carne e ossa ..!  L’aria bonaria del suo viso paffutello nasconde una viva intuizione, naturalmente rivolta verso i propri interessi..(raccolti nel decalogo napoletano appresso descritto), e un’arguta lungimiranza: basti pensare alla sua continua appropriazione dello spazio circostante e al  continuo distanziarsi da cose o fatti che possano determinare in lui ciò che non conosce assolutamente, cioè  stress e depressione.  L’uomo/efebo/archetipo/animale Pulcinella è una “marmellata di sentimenti”, spesso contrastanti tra loro, e al contempo un “saggio”conoscitore della tradizione popolare, anche se semplicemente attraverso l’aspetto proverbiale della stessa; e ciò non gli impedisce di confrontarsi con l’ habitat che lo circonda e con i personaggi che hanno avuto la disavventura d’imbattersi in lui. L’attimo immediatamente susseguente alla comparsa in scena di Pulcinella rappresenta a pieno ciò che il suo personaggio  finora ha determinato sull’immaginario collettivo : il crollo delle logiche comuni, e l’abbattimento delle inibizioni più profonde (come l’eros  latente e le manie allo stato originario): come può succedere questo e perché succede…? A questa domanda Pulcinella non può e non vuole rispondere e si limita a recitare uno dei suoi motti -”..a cuòppo cupo poco pepe càpa…”-(in un imbuto di carta troppo stretto, entra solo poco pepe…), probabilmente facendo assumere a questa e ad altre frasi un significato evocativo e nello stesso tempo realistico…com’è la sua “naturale contraddizione esistenziale”. Le situazioni che Pulcinella, senza rendersene  conto (o si…?!?), “crea” inducono a riflettere, a mettersi in gioco, a confrontarsi con la propria esistenza: quindi a mettere in discussione la falsa moralità o l’atteggiamento di superiorità nei confronti del prossimo, e tanti altri  “abiti” voluti dalla società.   Tutto ciò pare architettato da una mente ingegnosa e rivoluzionaria, che ha fini molto simili a quelli di un Che Guevara o di un Masaniello… ma è proprio questo Pulcinella: un vero rivoluzionario, vero perché originario e non pilotato da altri, vero perché genuinamente ignorante come scelta di vita (il troppo studio, secondo lui, te fa venì scemo, anemico e senza appetito…), vero perché ogni suo sguardo e ogni ammiccamento è rivolto ad un’azione conseguente: niente al caso, neanche l’ironia..!, vero perché quando dice alla sua donna che l’ama, l’ama con tutto il cuore...e con tutto il fegato, la coratella, il prèmmone (polmone) e la pancia…ma anche con tutto il suo eros e con tutte le ritualità che esso comporta……..(e che, forse, neanche un Casanova saprebbe mettere in atto, con tale perizia e tenerezza…).    Pulcinella un rivoluzionario!: -“un’eresia, una contraddizione nei termini !”- direbbe l’intellettuale attento all’ integrità dei propri valori, sedimentati come cemento nella sua testa e di cui non potrebbe più farne a meno. E invece la sua esistenza effimera, e al tempo stesso reale, la sua figura a metà (metà in tutti i suoi aspetti) induce a una sorta di rivoluzione interiore lenta e tranquilla, senza la violenza necessaria alle altre rivoluzioni, senza la presenza costante del sangue: il suo posto viene preso da un piatto succulento di spaghetti divorati con le mani, da un bel bicchiere di vino “cafone”, che ti inebria col suo alto grado alcolico,  da una colazione a base di pane e “puparuòle”(peperoni) gocciolanti di olio, accompagnati da una porzione di salsicce e “friarièlle”(specie di cima di rapa), in abbondante olio che sa di aglio e spezie; è questa la sua rivoluzione: dare un senso alla vita, godersela, appropriarsi di tutti i suoi attimi, di tutto ciò che gli altri non possono o non vogliono vedere, “cogliere” il vento, assaporare l’aria di mare, “consolarsi”all’ombra di una quercia e in compagnia della sua bella, invitare tutti alla sua tavola, avere amici anche tra i nemici, fidarsi di tutti anche di chi vuole pugnalarti alle      spalle, sorridere alla sfortuna (con la speranza che dopo giri la testa dall’altro lato…………..!!)  credere alle cose che vedono i                                                                                          bambini, giocare a fare il serio, sapendo che non ci crederà nessuno, imparare cose   nuove e dimenticarle subito dopo…, ridere in faccia a chi lo guarda con seriosità, renderlo ridicolo equivocando sulle sue frasi...., poi “toccare” tutte le persone per avere un punto di contatto fisico (e ciò gli permette di “sentire”, anche ad occhi chiusi, la gente), dare a tutti un soprannome che li distingua dalla massa, emozionarsi totalmente su tutto ciò che avviene intorno a lui, e soprattutto essere completamente istintivo, cioè “usare” tutti i suoi sensi per “capire” e intuire  ciò che è davanti, dietro, di lato, sopra e sotto di lui, come  fa un bambino prima di ricevere dogmi e indirizzi,  che lo porteranno gradualmente ad allontanarsi da tutto ciò……..                                                                                                                                                                                           Alessandro D’Alessandro alias Pulcinella

 

 

P R O L O G O

(In platea)

 

puicinella

( CON LA CHITARRA A TRACOLLA )

 

 

NAPOLI E’ UNA MAGICA CITTA’..DOVE TUTTO E’ POSSIBILE…DOVE OGNI COSA RAPPRESENTA UN’ALTRA….DOVE IL SONNO E’ UNA PARTE IMPORTANTE DELLA VITA..(OGNI CANZONE NAPOLETANA DA IMPORTANZA AL SONNO.. CHE E’ IL “RIPOSO DELL’AMORE”..CHE E’ L’ATTESA DELLA VITA…..)

 

NAPOLI, DOVE IL TEMPO SUBISCE UNA DILATAZIONE…..DOVE LA LUNA E’ CUSTODE DI TUTTI GL’INNAMORATI…DOVE IL SOLE VIENE ADORATO E INVOCATO…DOVE IL MARE SA ANCORA DI MARE…DOVE LA GENTE PIENA DI PROBLEMI, CON POCHI SOLDI E TANTA FANTASIA….E’ IRONICA…..QUASI FELICE..PERCHE’ ANCORA SA GODERE DELLE PICCOLE COSE…..

 

NAPOLI, DOVE LA GENTE CATTIVA E’ VERAMENTE  CATTIVA!…..E DOVE LA GENTE BUONA TI DA TUTTO IL CUORE..LE SCARPE..I VESTITI..LA CASA..I FIG….NO!!I FIGLI , NO!!GUAI !! DAL NAPOLETANO A CUI TOCCHI I FIGLI E LA DONNA, DEVI STARE ALLA LARGA..!!..

..LA DONNA PER IL NAPOLETANO E’ LA MADONNA DI MONTEVERGINE O DELL’ARCO O DI CASTELLO O DELLE GALLINE  O..

..LA DONNA E’ AL DI SOPRA DI TUTTO : E’ LA MADRE DEI FIGLI, E’ L’AMANTE, IL SORRISO CHE RISCALDA, IL PROFUMO DELLA VITA……E’ “ ‘A  FEMMENA” !!!…..

 

NAPOLI E’ UNA MAGICA CITTA’…DOVE TUTTO E’ POSSIBILE….DOVE OGNI COSA RAPPRESENTA UN’ALTRA……..DOVE L’AMORE E’ AL DI SOPRA DI TUTTE LE SOFFERENZE …

 

I MUSICISTI ENTRANO DAL FONDO DELLA PLATEA. PRIMA DANIELE  E POI , DAI LATI OPPOSTI, CINZIA E FRANCESCA. SI AVVICINANO AL PALCOSCENICO SUONANDO.

 

 

 BRANO MUSICALE

“Pizzica de Marcolana”                   di A.D’Alessandro

 

 

AL TERMINE DEL BRANO MUSICALE TUTTI ESCONO DI SCENA.

 

P R I M A      P A R T E

 

Voce fuori scena-  uè,Madonna,Madonna…’a ros’’argiento ‘a ros’’ammore…Nuje simmo      Napulitane, nce vedimmo na vota all’anno…e si stesseme cchiù vicino nce vedessimo ogni matina….scetateve guagliune ‘e mmiez’’a via, ca a Muntevergene nun se vene pè durmi, se vene a ffa onore a Mamma Schiavona !

 

LA SCENA E’ BUIA. UNA FLEBILE LUCE DI UNA CANDELA ILLUMINA IL LATO DESTRO DELLO SPAZIO SCENICO.

ENTRA IN SCENA UNO DEI MUSICISTI, PRENDE LA CANDELA ACCESA E DA’ FUOCO ALLE BOULE, GIA’ SISTEMATE SUL PAVIMENTO AI  LATI DI UN IMMAGINARIO TRIANGOLO EQUILATERO.  LE ACCENDE CON CALMA: QUESTO E’ UN RITUALE PROPIZIATORIO PER UN  BUON AUSPICIO  DEL CONCERTO E PER LA GIUSTA ENERGIA . POI PRENDE POSIZIONE AL CENTRO, IN FONDO. LE ALTRE MUSICISTE ENTRANO IN SCENA, LENTAMENTE, COME UNA PRESENZA SILENZIOSA. PRENDONO POSIZIONE IN FORMA TRIANGOLARE, FRANCESCA DAL LATO SINISTRO E CINZIA DAL LATO DESTRO .  SI CHIEDONO, A VOCE SOMMESSA, IL “LA” PER LA GIUSTA ACCORDATURA DEGLI STRUMENTI, IN DIALETTO SALENTINO.   POI ASPETTANO UN PO’, SI INTERROGANO CON LO SGUARDO, E “ATTACCANO” A SUONARE.

 

 

II°  BRANO MUSICALE

Daniele= fisa solista     Francesca= violino     Cinzia= chitarra classica      tonalità  Do Maggiore

 

 

PULCINELLA        VIENE DAL FONDO DELLA PLATEA, DURANTE IL BRANO MUSICALE, ALLE SPALLE DEL PUBBLICO)

                                    Uh, e chi è sta pupulaziòne..?!uh, e quante ne sìte…..!! (VA VERSO IL PUBBLICO, ABBRACCIANDO QUELLI IN PRIMA FILA)

                                    Ciao…ciao…ciao…cumme staje..tutto a posto..?..ciao…’o Zio Veciènzo comme sta?

                                    Tene nu poco ‘e prostata,eh?…..ciao…ciao….

                           (VA SUL PALCO. PRENDE LO SGABELLO E VI SI SIEDE)

                                   Uh, Marònna stò int’ a nu cimitero..! Je vulesse sapè na cosa : che d’è ll’ammore…?!?..io non lo conosco, vi giuro, sono vergine ’mmaculàto, tale e quale comme me facette mammà…signò, sentite!sentite! tengo ancora ‘o sciàto ‘e latte….sentite!sentite! e che viaggia dì..? Je nun ‘o saccio che d’’è ll’ammore……….(CURIOSAMENTE) ma pecchè vuje ‘o ssapite…che d’è ll’ammore..??

                                   Je nun ‘o ssaccio a che rassumìglia…forse a n’animale, forse nu piècuro o na colomba bianca…o dduje pappavàlle……….o forse rassumiglia a na perzona ca conosco: ‘a Zia, ?o Zio…..o forse rassumiglia a n’albero: che saccio n’aulivo o nu cedro…!o si no forse rassomiglia a na cosa: nu pitale, nu ricchìno..’o lietto’e sposa…o forse nu sciore comm’’a rosa ‘a margherita…..no, forse ll’ammòre è quanno dongo nu bellu vaso a pezzechìllo, noo ll’ammòre è quanno nu peccerillo  te guarda e piccèa…: e chi ‘e supporta..?? (AL PUBBLICO)

                                    Signò, ma ‘e che sàpe ll’ammòre..?? tene ‘o sapore d’‘e  castagne càvere….chello ca jescono ‘a for’’e cuòppe ‘e carta…??………‘O ssapore d’’a ciucculàta…? a me me piace assaje…………

                                   e che ‘addore tene..ll’ammòre?? forse ll’addore d’’a primavera….quann’’e rrose cacciano ‘a capa ‘a fore..e ‘e te fanno sentì ll’addore attuòrno attuòrno…

                                   ma che te siente quanno si annammuràto?..siente càvero..? siente friddo..?…te siente ‘mbriàco..? te siente ‘a capa ca gira ?…te siente ‘e vummecà…?…te siente ‘o stimolo d’’a famme…………………….??? (COME SE LA PAROLA FAME GLI AVESSE SCATENATO UN TERREMOTO INTERNO )….

                                   allora è chisto ll’ammòre….?!..Je tengo sempe famma….stò sempe annammuràto??…e  ‘e chi..?…………: ‘e nu spaghetto a filetto ‘e pummaròla………….nu bellu piatto ‘e pirciatièlle  ‘nguacchiàte…………………………..maccaruncièlle cu ova e presùtto…….maccarùne deliziùse………..’e tubbettièlle  caso e ova……..na bella frittata ‘e maccarùne……….accumpagnate  ‘a nu fecatièllo cu ‘a rèzza,’ na còtena ‘mbuttunàta, ‘nu cèfaro a’ marenàra, dduje cecenièlle fritte, na bella ‘mpepàta ‘e còzzeche, nu poco ‘e puparuòle int’’a tièlla, na parmigiana ‘e mulignàne, dduje zèppulèlle, paste crisciùte e crucchè ‘e patane….annacquate ‘a na buttèglia ‘e Lettere paisàno….e pè stà leggieri : pastiera, casatièllo, sfugliatèlle,dduje roccocò, annacquate ‘a nu bicchierino ‘e nucìllo, ddoje ceràse sotto spìrito,e na lacrema ‘e vedova………………pè diggerì………………………….

                                   mò so stanco, signò,……aggio fatto  ‘ammore………!!!!!!.

 

 

DAL PROSCENIO, DAL LATO DESTRO DEL PUBBLICO, SI SENTE LA VOCE REGISTRATA E AMPLIFICATA DELLA COSCIENZA BUONA DI PULCINELLA.

COSCIENZA BUONA-  (CON VOCE DA ASCETA) Pulcinella !!!pulcinella (PULCINELLA A SOGGETTO CERCA LA PROVENIENZA  DELLA VOCE)

                                          Pulcinella!! Sono la tua coscienza buona !Vai sempre avanti nel tuo cammino-avanti!avanti! basta che trovi sempre la  via giusta ,cerca, cerca!  pulcinella cerca la via:…pulcinella..cerca la via……………………………………………………………  ti è piaciuto il capretto pasquale..?………………………e mò rosicchiati le ossa…..!!

NEL FRATTEMPO PULCINELLA SEGUE A BRACCIO LE INDICAZIONI DELLA COSCIENZA BUONA MA E’ MOLTO PERPLESSO PERCHE PENSA DI NON AVER TROVATO QUELLO CHE LA VOCE GLI INDICA.

COSCIENZA BUONA-   (PETULANTE) Ma che fai ?…dove vai ?…cosa cerchi ?….dove stai?….

PULCINELLA             -   Chiano ! chiano ! ‘na domanda alla volta…! Io nun ‘o trovo………

COSCIENZA BUONA-   (DI COLPO. FACENDO SCATTARE PULCINELLA) Cosa? Cosa non trovi? Cosa     Pulcinella, che cosa stai cercando ? Dimmi, presto, cosa? (PETULANTE)……..…… Ma che fai?…….. Dove vai?……….. Cosa cerchi?……………

PULCINELLA             -  Ehhhhhhhh, e famme parlà….!!!! Ah, e comm’è scucciànte chisto..!! …………….….sto cercanno chello ch’avite ditto vuje…..

COSCIENZA CATTIVA- (DAL LATO OPPOSTO. CON VOCE SIBILLINA E IRONICA)….il capretto…..di pasquale……..eh,eh, il capretto come dono sacrificale per l’ara di Zeus, ……………..……………………..pulcineeeeeeeeeeeellllllllllaaaaa…

PULCINELLA            -   stoooooooongo  ccàààààààààààà….!!!  Cheeeeeeeee  bbbbuòòòòòòòòòòòò?

COSCIENZA CATTIVA-Io sono la tua coscienza provocatrice, tutto ciò che desideri ma non sai ottenere, io te lo do!….tutto ciò che hai visto solo da lontano….io te lo do!….tutto ciò che ti dà una sensazione strana alla pancia…io te la do….tutto..

PULCINELLA              - (LO INTERROMPE) aspettate, nu mumento…..come avete detto all’ultimo….??

COSCIENZA CATTIVA-….tutto ciò che ti dà una sensazione strana alla pancia,…io te la do……!!….

PULCINELLA               -(FULMINEO)……nu piatt’’e maccarùne cu ‘e purpètte……..

COSCIENZA BUONA  -Pulcinella…io sono la coscienza buona….. (PATETICO) :...non è il mangiare che ti sazia…….noooo!noooo!  non lo èèèè…non lo è !!non lo è!!!!

PULCINELLA               - lo è !!…lo è !!……..…a mme  me sazia………………………………….

COSCIENZA BUONA  -(AUTORITARIO) Pulcinella !!io sono la tua coscienza buona…..ma perché…fai così…perché ti abbassi a simili basse tentazioni….( PATETICO) la miseria umana al cospetto del peccato…(QUASI PIANGENDO)...perché perché……….????

PULCINELLA              - (SPAVENTATISSIMO, MA SINCERO) …..Pecchè tengo sempe fàmme…….!!!

COSCIENZA CATTIVA-..e bravo, Pulcinella…!!bravo bravo bravo bravo bravo BRAVO BRAVO BRAVO….

PULCINELLA              - ( A SOGGETTO )….s’è ‘ncantat’’o disco……….

 

COSCIENZA BUONA – (SBATTE I PUGNI SUL TAVOLO.) e no. No. No! Non sta bene! No!(OGNI COLPO PULCINELLA LO RISENTE COME FOSSE UNA MAZZATA SULLA TESTA)non devi lasciarti andare così…..non c’è solo il mangiare….no! non c’è solo il mangiare…

PULCINELLA              - (INGENUAMENTE) è vero……………….ce sta pure il bere…….

 

COSCIENZA CATTIVA-Ah,ah,ah,ah, Pulcinella …sei sempre il solito…(GRAVE )E’ la tua coscienza cattiva che ti parla : TU….. hai la fame atavica…..!!

PULCINELLA             -  (C.S.) Arràssusìa !!!…………….ma è grave..???

COSCIENZA BUONA-   nooooooo….

PULCINELLA               - ah, menu maaale….

COSCIENZA BUONA  - …(TOMBALE) è gravissimo !!! terribile! Mentecatto pusillanime, sei fortunato che hai incontrato la tua coscienza buona! Sei veramente fortunato..!!

PULCINELLA                -  e nun credo !!…..: pecchè cu ttè je rimango rijùno…E CADO MALATO!!!……..

COSCIENZA CATTIVA- bravo Pulcinella, hai capito a chi devi ascoltare…alla tua coscienza cattiva……..

COSCIENZA BUONA –  no! Alla tua coscienza buona…….

COSCIENZA CATTIVA- alla tua coscienza cattivaaaaaaa…..

COSCIENZA BUONA  - alla tua coscienza buooooooona,ho detto!

LE DUE COSCIENZE LITIGANO TRA LORO.

PULCINELLA               - (ANDANDO VERSO IL PROSCENIO) e ‘ncazzàteve pè chi adda avè raggiòne, me parìte cane e gatte…        In cusciènza, io penso ca nun ave raggione né uno né n’ato…e saccio sulo na cosa…na cosa che me fa venì ‘e stentenielle a ‘o stòmmaco…………… …………………………………………...è che tengo sempe faaaaaammma…..!!!!!!!!!

                                                                                     E S C E     D I     S C E N A .

 

I  MUSICISTI ENTRANO IN SCENA E SI POSIZIONANO.

ENTRA PULCINELLA CON LA CHITARRA ALLA CINTURA E INTONA :

 

III° BRANO MUSICALE

serenata di Pulcinella

Angelarè

Anonimo  (sec.XVI ca.)

 

Nenna mia chi s’’a pigliata..?   nenna mia  cchiù nun ce sta

Quacche mago o quacche fata  se ll’ha avuta dà piglià…..

………Angelarè bambò Angelarè bombà…………

 

Mò pè terra e mò pè mmare  certo ll’aggia da truvà

‘nfì che ll’aggia da trovare  nun me voglio maje stancà…

……….Angelarè bambò Angelarè bombà…………

 

Si nun ‘a trovo a nenna amata voglio sùbbeto  murì

si vedite a chella ‘ngrata  vuje dicitele accussì

……….Angelarè bambò Angelarè bombà…………

 

PULCINELLA SI SIEDE AL CENTRO DELLA SCENA, SULLO SGABELLO.

 

 

                 

I MUSICISTI  SI APPRESTANO A PREPARARE UN PICCOLO DESCO PER PULCINELLA. CINZIA GLI PORTA IL TOVAGLIOLONE E GLIELO APPENDE AL COLLO, DANIELE PORTA LA POSATA, MENTRE FRANCESCA LO GUARDA INTERROGATIVAMENTE.. PULCINELLA LE FA CENNO COL CAPO E CON LE MANI DI GUARDARE SE C’E’ DA MANGIARE, DIETRO LE QUINTE..

FRANCESCA SI AVVIA E TORNA CON UN PIATTO FUMANTE DI SPAGHETTI SUGOSI E APPETITOSI……PULCINELLA E’ ESTASIATO E GUARDA IL PATTO CON AMMIRAZIONE E QUASI CON DEVOZIONE…MENTRE STA PER APPRESTARSI AD AFFONDARE LA FORCHETTA NELLA PIETANZA…

 

COSCIENZA BUONA   - Fermo!!!!Pulcinella!!! Non vorrai mica mangiare quel piatto di spaghetti…..???!!!

PULCINELLA                - (FACENDO CENNO COL CAPO DI UN SI) Nooooooooooo……….!!

COSCIENZA BUONA   -  Ahhhh, meno male bravo, Pulcinella, bravo, così si fa………….

PULCINELLA                - (NEL FRATTEMPO HA GIA COMINCIATO A MANGIARE…) si, si,……

COSCIENZA BUONA   - Uè, uè, uè…..!!!!!!!!e che stai facendo ???…mi stai prendendo in giro….????

SI SENTONO TUONI E FULMINI. PULCINELLA IMPAURITISSIMO PRENDE IL   PIATTO, LO SGABELLO, E SCAPPA MANGIANDO UN BOCCONE.

I FULMINI CONTINUANO E PIANO PIANO IL TEMPORALE  SI  DIRADA. ARRIVA LA PIOGGIA SCROSCIANTE E PURIFICATRICE.

 

I MUSICISTI SI GUARDANO E COMINCIANO A SUONARE. SI PORTANO NELLA PLATEA ALL’ARRIVO DI PULCINELLA E AL SUO SEGNALE.

 

VI° BRANO MUSICALE

 

“Tarantella di Montemarano”

 

ENTRA IN SCENA PULCINELLA SUONANDO IL RITMO DI TARANTELLA MONTEMARANESE COL MANDOLINO. INVITA CON LA TESTA I TRE MUSICISTI E, IN FILA INDIANA, SCENDONO DAL PALCO E VANNO IN MEZZO AL PUBBLICO, INVITANDOLO A SEGUIRLI NEL GIRO INTORNO ALLE POLTRONE.

ALLA FINE DEL BRANO MUSICALE I TRE MUSICISTI SI DEFILANO VERSO IL FONDO DELLA PLATEA ED ESCONO DI SCENA (SI PORTANO NEL FRATTEMPO NUOVAMENTE DIETRO LE QUINTE PER LA PROSSIMA USCITA).

RIMANE IN SCENA SOLO PULCINELLA.

 

 

 

S E C O N D A     P A R T E

 

 

 

 

PULCINELLA VA VERSO IL PALCO E SI SIEDE SUL CIGLIO DEL PALCOSCENICO.

CANTA, CON IL MANDOLINO FRA LE  BRACCIA.

 

 

 

  BRANO MUSICALE

 

 

 

Nuttata ‘e sentimento

CASSESE\CAPOLONGO

 

 

 

 

Che notte! che notte! Che luna, che mare..stasera me pare, scetàte, ‘e sunnà…

Cu st’aria serena, ca scìppe d’’o core, suspire d’ammore..durmì nun se po’..

Chiara è ‘a luna, doce ‘o viento calmo è ‘o mare, ammòre mio..

Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pè durmì…..

Cchiù bella, cchiù ddoce..sta notte sarrìa, si tu, vita mia venisse a vucà………

’na storia d’ammore te conto, si viene, si caro me tiene, rispunne ca si……..

Chiara è ‘a luna, doce ‘o viento, calmo ‘o mare, ammore mio…

Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pè durmi…..

 

PULCINELLA IMPUGNA LE CASTAGNETTE DEL PESCE

 

 

I MUSICISTI ENTRANO IN SCENA, SCUONANDO IL RITMO DELLA TAMMURRIATA.

 

 

DUE  TAMMORRE ( PULCINELLA  E   FRANCESCA )

TAMBURO SCIAMANICO  ( CINZIA )

FISA (DANIELE )

 

VI° BRANO MUSICALE

 

“TAMMURRIATA DE PULLECENELLA”

 

 

I

 

Bella tu co ste trezze mme legaste (2v)

Co st’uocchie stralucienne (2v) mme feriste

Po’, co sta bella grazia, me sanaste (2v)

e mprimma morte, e po’,(2v)  vita mme disteeeee.

 

 

(votata)

 

 

II

 

Lo core che da pietto m’arrobbaste, (2v)

vorrìa sapè, perché ( 2v) te lo teniste.

Po’, ammore mio, lo tujo mme donaste,(2v)

e a cagno e scagna fa ( 2v) co mme volisteeee.

 

(votata)

 

I MUSICISTI TORNANO AI LORO POSTI IN SCENA.

 

VII°  BRANO MUSICALE

 

“Oje, nenna nenna“

   anonimo sec. XVI

 

Me so susùto presto stammatina

Oje nenna né  (2v)

E pe vedè lu sole addo ce sponta

Oje nenna nenna (2v)

Ce sponta  annanze a la marina

Oje nenna né  ( 2v)

chillo è nennillo mio che vò coccòsa

oje nenna nenna  (2v)

coccòsa nce aggio ll’aggio dato

oje nenna né  (2v)

nu pizzico, nu muòrzeco e nu vaso

oje nenna nenna ( 2v)

nu vaso ncopp’’a lla vucchèlla

oje nenna né  ( 2v)

chillo è palpmmo mio che s’arreposa

oje nenna nenna (2v)

 

 

UNO DEI MUSICISTI PORTA UN CARTELLO IN SCENA, DA UN LATO ALL’ALTRO, CON IL TITOLO DELLA FARSA DI PULCINELLA.

 

Farsa

“Pulcinella, servo del Marchese del gallo, Duca di Siracusa, alle prese con le sue quattro figlie una cacàglia, una sorda, una muta e una dispettosa.

 

 

SCENA PRIMA

 

 

CASA DEL MARCHESE DEL GALLO, DUCA DI SIRACUSA. DA DIETRO LE QUINTE SI SENTONO LE VOCI DELLE QUATTRO FANCIULLE DEL MARCHESE, CHE ORDINANO A PULCINELLA DI PORTARE GLI ABITI DELLA FESTA, IN TONO ARROGANTE E INSISTENTE. AL RUMORE DI ALCUNE PENTOLE CHE VENGONO GETTATE EPR TERRA, LE FANCIULLE SI ZITTISCONO DI COLPO E PULCINELLA ESCE IN SCENA, SCOCCIATO )

 

PULCINELLA

 

Eh, no !! Mò basta, mò !! Ahh!!  Abbiamo superato ogni limite de suppurtazione !! ( RIFACENDO IL VERSO ALLE FANCIULLE)      pulcinella..pulcinella..!!! Pulcinella cetrulo, presente!!! Io ‘nu piacere sto facendo alla fidanzata mia , Carmusina.  Carmusina mia è la vera serva del Marchese del Gallo, il patrone’e chesta casa…il padre de chelli quattro piripètole intriganti: Smeraldina, Sciurella, Diamantina e Margheritina, ‘o Marchese ha aperto ll’orto botanico …….Carmusina mia è caduta malata e m’ha ditto se putevo fare io il servo   int’a stu manicomio….pè quacche giorno…ma io nun pensavo che era accussì brutto..io me credevo.. che era una cosa cchiù accunciarella, che so : ‘na mangiata…e “comandi, Marchese!”.. n’ata mangiata……(SCONSOLATO SI ACCASCIA SU UNO SCANNO) .Ih che guajo aggio passato! Nun m’’o meritavo propeto…Pulcinella Cetrulo di Acerra, staje ‘nguajato..!!!..speriamo ca Carmusina mia se sana al più presto, ca si no vaco io ‘o manicomio…Ah, meno male!, oggi devo stare in cucina…allora lle preparo a ‘o Marchese e a chelli quatto scòrfane delle figlie ‘na cosa leggiera leggiera…accussì me sistemo pur’io..per cominciare : ove toste, casatiello, prusutto, salame , trippa e panzarotte..poi ‘na bella lasagna ‘mbuttunata, ‘na braciulella, ‘na coscia ‘e capretto al forno, nu poco ‘e frittura ‘e pesce.. pizza rustica…carcioffole, puparuole ‘mbuttite, sausicce, pasta riale e frutta in abbondanza………………………………..

 

 

MARGHERITINA

(ENTRANDO DI NASCOSTO, MENTRE PULCINELLA STA PARLANDO. SI PIAZZA DIETRO A PULCINELLA E FA GESTI DI DISAPPROVAZIONE E DI DISAPPUNTO CON LA MANO, RIVOLTI A PULCINELLA, SEMPRE DAVANTI A LEI.  APPENA PULCINELLA FINISCE IL DISCORSO, BATTE LE MANI A SINISTRA)

PULCINELLA

(SI GIRA DI SCATTO VERSO SINISTRA, GUARDANDO ALL’ALTEZZA DEI SUOI OCCHI, SENZA VEDERE NULLA)

MARGHERITINA

(SEMPRE NASCONDENOSI DIETRO A PULCINELLA, BATTE LE MANI A DESTRA)

PULCINELLA

(SI GIRA DI SCATTO VERSO DESTRA, GUARDANDO ALL’ALTEZZA DEI SUOI OCCHI, SENZA VEDERE NULLA)

MARGHERITINA

(SEMPRE NASCONDENOSI DIETRO A PULCINELLA, BATTE LE MANI NUOVAMENTE A  SINISTRA)

 

PULCINELLA

(SI GIRA DI SCATTO VERSO SINISTRA, GUARDANDO ALL’ALTEZZA DEI SUOI OCCHI, SENZA VEDERE NULLA)

PULCINELLA

SI FERMA, ASTUTAMENTE, PENSANDO CHE CI SIA QUALCUNO NELLA STANZA, E PIANISSIMO SI GIRA ALL’INDIETRO)

MARGHERITINA

( ANCORA PIU’ FURBA DI PULCINELLA, NEL FRATTEMPO SI E’ NASCOSTA SOTTO LA SUA  GONNELLA)

PULCINELLA

(RIGIRANDOSI, SCONFORTATO)

…………………………………………’a vicchiàja………………………………………….

 

MARGHERITINA

(SCATTA DI BOTTO DA SOTTO LA GONNELLA) Buuuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhhhhh!!!

 

PULCINELLA

(SCATTANDO ALL’IMPROVVISO) Marammè ! (INGINOCCHIANDOSI DALLA PAURA) Non mi fate male!

MARGHERITINA

( SI AVVICINA A PULCINELLA, QUASI SDRAIATO PER TERRA GLI BATTE LA MANO SULLA SPALLA  E GLI CONSEGNA UNA LETTERA CHIUSA CON LA CERALACCA)

 

PULCINELLA

(RESOSI CONTO DELLO SCAMPATO PERICOLO E DELLA PRESENZA DELLA PIU’ PICCOLA DELLE FIGLIE DEL MARCHESE) ahhhhhhhhhhhhh, ma eravate voi..??!! e io l’avevo capito…………….(VEDENDO LA LETTERA) Uh, marammè……’na lettera d’’o Marchese..ci sta pure la ceralacca…allora è importante...leggiamo:………..leggiamo……..eh, è ‘na parola………(A MARGHERITINA) signorinella Margheritina …..me la leggete voi, non ho portato ‘e lente…………….

 

MARGHERITINA

( SAPENDO DELL’ IGNORANZA DI PULCINELLA)…si, si…dammi qua….(APRE LA LETTERA E LA LEGGE) Pulcinella…!!!

 

PULCINELLA

(FRAINTENDENDO) sissignore.!! Chi è..??

 

MARGHERITINA

( C.S.) Pulcinella, sono il Marchese del Gallo, Duca di Siracusa  e ti ordino di badare alla casa, e alle mie quattro fanciulle e di non sbagliare . Se non fai quello che ti ho ordinato, riceverai una vertulìna di mazzate al mio ritorno!! Hai capito? Hai capito? Hai capitooooooooooooooooooooo?????

 

PULCINELLA

Siiiii, ho capito, ho capito……..aggio capito che m’acchiappo mazzate ‘e morte appena torna ‘o Marchese…..si , si  ho capito..

 

MARGHERITINA

(CON SGUARDO FURBISSIMO, AMMONISCE PULCINELLA,INDICANDO LA LETTERA DEL PADRE E ANDANDO VIA)

 

S C E N A    S E C O N D A

 

PULCINELLA E SCIURELLA

 

 

 

 

PULCINELLA

 

Noo, io me ne vaco subbeto da questo manicomio….mi metto ‘o cappello in testa e ‘o mantello e me ne vado….!!!! (INDOSSA CAPPELLO E MANTELLO E FA PER ANDARE VIA)

 

SCIURELLA

(ENTRANDO E INCROCIANDOSI CON PULCINELLA . ELLA E’ STRABICA E BALBUZIENTE)

Uè…!!!

 

PULCINELLA

E tu che bbuò..??

 

SCIURELLA

(AVVICINANDOSI E GUARDANDOLO DA VICINO)

Uh, e comme sì curioso……….me pare  nu      COSO  STRANO…..

 

PULCINELLA

Uè..e come ti permetti….

 

SCIURELLA

Ma comme, cu sta bella jurnata ‘e sole, cammini cu ‘o cappièllo ‘ncapa…?!?

 

PULCINELLA

E so fatte d’’e tuoje si cammino c’’o cappiello ‘ncapo..??? scustumata !!

 

SCIURELLA

…chisto è nu poco tuccàto….

 

PULCINELLA

…che staje ‘mbrusuliànno, ca io te sento, sai..!!.

 

SCIURELLA

E non vi arrabbiate !!!!!

E pecchè tenite ‘a faccia mèza nera e mèza janca…………….???

 

PULCINELLA

Ah….!!e pecchè….stammatina nun tenevo cchiù sapone, me so lavato sulo ‘a parte ‘e sotto, e quella di sopra non ho potuto…neh, ma a te che te ne ‘mporta……???

 

 

SCIURELLA

A me…niente……..!!ma a ‘e sorelle meje avite fatta ‘na brutta impressione…………….

 

 

PULCINELLA

Ahhhhhhh

 

 

SCIURELLA

Ma, scusate, vuje parìte comme a ‘nu carro ‘e muòrto………………!!!!…nu malaugurio…….!!

 

 

PULCINELLA

 

Neh, scustumatella brigantella che sei….carro ‘e muorto a mme….???..malaugurio  a mme….?? Mò te dongo nu scuppulòne, quinnece, vinte scuppulùne……..!!!!!

 

 

SCIURELLA

 

(REAGENDO SUBITO) a chi…a chi………

 

 

PULCINELLA

 

(PROTEGGENDOSI) ..vuò vede ca mò abbùsco da ‘o pòlice….????

 

 

DUETTO TRA I DUE. DOPO SCIURELLA ESCE DI SCENA, E RITORNA CON LE SORELLE.

 

 

 

T E R Z A    S C E N A

 

LE QUATTRO FIGLIE DEL MARCHESE E DETTI

 

 

PULCINELLA

E che maniera è questa..? cose da pazzi !! non si può dire una parola ca qua si allùmmano tutti comme a nu micciarièllo….avete raggione ca non mi posso intromettere ca si nò Carmusina mia perde il posto di serva del Marchese………..

 

 

TUTTE E QUATTRO LE FIGLIE ASSIEME ENTRANO IN SCENA E SI POSIZIONANO ALLE SPALLE DI PULCINELLA, UNA A FIANCO ALL’ALTRA, DIAMANTINA NON PUO’ PARLARE.

 

Siamo le figlie del Marchese del Gallo, signor Duca di Siracusa…siamo quindi di “Nòbbile” famiglia e conosciamo le buone “manière”, conosciamo il greco, il latino e lo “Spagnuòlo”…..!!!!!!!!!!!!!!!

 

PULCINELLA

e l’italiano, noo….

 

TUTTE E QUATTRO LE SORELLE

(CONTINUANDO LA FRASE DI PULCINELLA) …l’italiano, la grammatica e la sintassi, conosciamo il galateo e la vita di tutti i Santi, da San Pietro a Santa Maria Goretti.

 

LE ALTRE SORELLE RIMANGONO UNA ACCANTO ALL’ALTRA

 

SMERALDINA

 (E’ SORDA, LA POVERINA..QUINDI GRIDA UN PO’ MENTRE PARLA)

Io sono Smeraldina, e tu..chi sei ?

 

PULCINELLA

Pulcinella Cetrulo di Acerra, a servirvi…..

 

SMERALDINA

( C.S.)

Acerra…?? E che cos’è….un paese straniero…??.che nome ridicolo……

PULCINELLA FA PER RISPONDERE MA VIENE INTERROTTO DA

 

SCIURELLA

(SUBITO)

…….’o lllatte…..è asciùto…….!!!

 

PULCINELLA

No, signurinella, non aggio ancora scaldato il latte…volete  che lo scaldo..??

 

SCIURELLA

(AVVICINANDOSI A PULCINELLA, SI CORREGGE, IN QUANTO ELLA E’ BALBUZIENTE E STORPIA LE PAROLE)

Io…ti ho riconosciuto…….

 

PULCINELLA

Azzz….chesta è pure cacàglia………..

 

SCIURELLA

(C.S.)

Va a piglià nu quarto ‘e vino…

 

PULCINELLA

Ecco!!chesta è na buona idea…vaco sùbbeto…..!!

 

SCIURELLA

Tenete una faccia malandrina…!!!

 

PULCINELLA

È bella ‘a vosta………..(SI RIVOLGE A DIAMANTINA)…e vuje, signurinella, comme ve chiammate...?

 

 

SMERALDINA

(GRIDA, PERCHE’ SORDA)

..è muta, è muta, non può parlare..è così da dopo che è nata….sbattette la testa contro lo stipite della porta, mentre imparava a camminare…………….Avete capito? Uè…avete capito…uè???

 

 

PULCINELLA

Si.si, ho capito………..( A DIAMANTINA)  puverella……

 

 

SMERALDINA

(NON POTENDO SENTIRE LA RISPOSTA DI PULCINELLA, PENSA CHE EGLI SIA SCEMO)

ma allora non avete capito……..chesta..chesta  ccà..ha sbattuto ‘a capa..int’’a porta…quando era piccerella piccerella……………avete capito……uè,uè…

 

 

PULCINELLA

(UN PO STORDITO)

ma pecchè alluccate accussì, signurì, io ve sento buono…..!!

 

 

SMERALDINA

(C.S.)

ma allora non avete capito !!! siete proprio scemo…..!!

 

 

SCIURELLA

(FACENDO LARGHI  GESTI ) è sorda, è sorda. Smeraldina non ci sente molto bene……..

 

 

PULCINELLA

No!!chella nun ce sente pròpeto..!! Ih, che famiglia strèveza….!!!…e tu pure si nu poco strana…..

 

 

SCIURELLA

Ma adesso parliamo con decenza…

 

 

PULCINELLA

E sarebbe ora……

 

 

SCIURELLA

Ma cos’è tutta questa confidenza…..??? noi siamo… le figlie…

 

 

TUTTE E QUATTRO LE FIGLIE, DIAMANTINA NON PUO’ PARLARE.

…………Siamo le figlie del Marchese del Gallo, signor Duca di Siracusa…siamo quindi di “NOBILE” famiglia e conosciamo le buone “MANIERE”, conosciamo il greco, il latino e lo “SPAGNUOLO”…..!!!!!!!!!!!!!!!

 

 

PULCINELLA

…..di nobile famiglia….accussì nobile e accussì strèveza…mo me n’aggia ì…ca me se stregnano ‘e stentine e me s’avota ‘o cannarone (PIGLIANDOSI A SCHIAFFI) mannaggia a mme, mannaggia amme…..

(USCENDO)  ah, si ‘a piglio…a Carmusìna mia…………………..

 

 

ESCE DI SCENA

 

 

COME VA VIA PULCINELLA LE QUATTRO SIGNORINE SI UNISCONO TRA LORO E CONFABULANO QUALCOSA DI STRANO. POI APPENA HANNO CAPITO COSA FARE, SI ALLONTANANO DI CORSA.)

 

 

Q U A R T A       S C E N A

 

TUTTI

 

SI ODE UN GRAN BOTTO DALL’INTERNO DELLA SCENA. PULCINELLA ESCE DI CORSA, SPAVENTATISSIMO.

 

PULCINELLA

(NON RIESCE A PROFERIRE PAROLA)

….è accaduto un accaduto che fra tutti gli accaduti non è mai accaduto un accaduto così.!…………..

…e mò so fritto….Pullecenella, non vedi lo mare como è pieno di dolori in corpo…?? Nun ‘o siente lo viento..? mo vene a chiòvere, me bagno come a nu suricillo nell’olio…scivolo, piglio no smallàzzo, cado …la lava me nne porta via, vaco a mare, e trovo quacche pesc che mi riconosce..pecchè me songo mangiato il padre o la sorella fritta in padella, chiama l’auti pesci, m’attaccano, mme magnano, e moro… de morte piscatoria….ah,! e che d’è cca….non so che mi sento…aiutateme…..

 

NAL FRATTEMPO ENTRANO LE QUATTRO SORELLE TRAVESTITE DA FANTASMI.

 

SORELLE

 

Pulcinella !!! Pulcinella!!!

 

PULCINELLA

(SPAVENTATISSIMO)  che d’è..

 

SORELLE

(CON VOCE DA FANTASMI. TUTTE ASSIEME) Pulcinella, tu sei morùto….sei morùto….noi siamo le anime del Purgatorio, e ti veniamo a prendere….Pulcinella, tu sei morùto………………………

 

PULCINELLA

.io mi sentivo quacche cosa……ma non pensavo di morire…a panza vacante………….

 

 

SORELLE

(C.S.)   Pulcinella !! non fare lo spiritoso. La tua  ora è venuta….c’è solo una possibilità di salvezza….

 

PULCINELLA

Diciteme, signori fantàsemi, quassì cosa, dicìtreme…………………….

 

DIAMANTINA

 

(SI ESPRIME A GESTI E IN QUANTO LA POVERINA E’ MUTA…MA NON SORDA.

VA VERSO PULCINELLA E MIMA COSA DEVE FARE : GLI INDICA LA SEDIA DEL MARCHESE DEL GALLO, VUOTA PERCHE IL PADRE E’ VIA PER AFFARI).

 

PULCINELLA

(NON CAPISCE) ah, grazie mo me metto comodo….( FA PER SEDERE)

 

DIAMANTINA

(SUBITO LO BLOCCA. GLI FA SEGNO DI NON SEDERE, PERCHE’ NON ERA QUESTO CHE LE I VOLEVA DIRGLI. GLI FA RICORDARE DI CHI E’ QUELLA SEDIA)

 

LE SORELLE

( A SOGGETTO, CERCANDO DI AIUTARE LA SORELLA NELLA SPIEGAZIONE)

 Pulcinella, la sedia …la sedia…è di….è di….

 

PULCINELLA

È de lignamme…de lignamme buono sicuro…

 

DIAMANTINA

(FA NO CON LA TESTA.PULCINELLA CONTINUA A NON CAPIRLA. LEI GLI RIINDICA LA SEDIA FACENDO IL VERSO DEL PADRE CHE ARRIVA E SI SIEDE, CON FARE NOBILE, SU QUELLA SEDIA)

 

PULCINELLA

(C.S.) e me vulevo assettà ggia..signori, je nun ve capisco…

 

LE SORELLE

Pulcinella, non devi sedere!!non hai capito che ti sta dicendo il Fantasma…..??’non hai capito??

 

PULCINELLA

Ma perche vuje avite capito, che sta dicenno….??

 

SCIURELLA

È caduto ‘o nonno e s’è scassato ‘o bastone…..

 

PULCINELLA

Uh, me dispiace…s’è fatto male…??

 

SCIURELLA

(RETTIFICANDO, IN QUANTO E’ BALBUZIENTE)

hai capito ‘o nome ‘’o padrone..??

 

DIAMANTINA

 ( GLI RIINDICA LA SEDIA FACENDO IL VERSO DEL PADRE CHE ARRIVA E SI SIEDE, CON FARE NOBILE, SU QUELLA SEDIA)

 

PULCINELLA

(NON CAPENDO, IMITA DIAMANTINA E SI RISIEDE SULLA SEDIA)

 

SMERALDINA

(CON UNA SMORFIA DI DISGUSTO)

Pulcinè, ma tu sei …proprio…ignorante…….!!!!!!!!.

PULCINELLA

(RIFACENDO LA SMORFIA DI SMERALDINA) ..e comme faje bruuutto…………..

 

SMERALDINA  E   SCIURELLA

Uè,pulcinè, e porta rispetto !

Non lo vedi che ti sta indicando il fantasma..?

Ma che ti credi che è scema?

Ma hai capito che ti sta dicendo….??

 

PULCINELLA E’ CONFUSISSIMO

 

MARGHERITINA

(FACENDOSI AVANTI VERSO PULCINELLA, GLI PRENDE LA MANICA E LO PORTA VERSO LA SEDIA)

questa è la sedia del Duca di Siracusa, non devi sedere tu…

 

PULCINELLA

E chi s’adda assettà….??

 

SCIURELLA

Il Duca nun ce fa maje sparà nu bengala..!!

 

PULCINELLA

Mi  dispiace….non vi fa accendere nianche na stelletella, o nu tricchi tracche..???

 

SCIURELLA

Nostro pad…(SI CORREGGE) il Duca  non  fa mai i regali alle quattro figlie……..

PULCINELLA

( UN PO DUBBIOSO)  Ma site sicuri di essere fantàsemi………………????

SMERALDINA

E perciò, tu Pulcinella, gli devi dire di fare i regali alle figlie …tanti regali..tantissimi regali….

Guai!!se non lo fai….guai…Pulcinella, abbassa la testa!!

 

PULCINELLA

(AL PUBBLICO) ecco qua..mò me tagliano ‘a capa…………

 

LE SORELLE

Pulcinella, è venuta la tua fine !!!! O  fai fare dal Duca i regali alle figlie o ………ti tagliamo la testa..e la diamo ai cani….AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

PULCINELLLLLLLLLLA PPULCINEELLLLLLLLLAAAAAAAA

(VIA)

 

PULCINELLA

no!! Chesto è nu manicomio…’a sora cacàglia..’a sora sorda, chella muta…’a cchiu peccerella dispettosa……E va bè..convincerò il Duca a fa ogne tanto nu regalo alle scorfane…….!!! non aggio ancora capito ca nun aggia accettà qualsiasi cosa....nun e’ tutt’oro, nun e’ tutto bello, ce sta pure ‘o fetente..’o brigante..chi te vo ‘mbrusià….: ma Pullecenella se facette fa fesso solo ‘na vota..! ….

ma nun fa niente !magnamme, bevimmo, e vulimmece bene... a mare nun ce stanno taverne..e annanze a nuje ce sta lo pubblico rispettabbile ca ce vo’ digna’ ‘a grazia ‘e nu bell’applauso………

 

TUTTI  IN SCENA, DI CORSA  . UNO A FIANCO ALL’ALTRO

inchino

 

‘o matrimonio d’’o Guarracìno

lu guarracino che jeva p’’o  mare  jeva truvànno de se ‘nzoràre

e se facette ‘nu bellu vestito ‘e squame ‘e pesce pulito pulito

visitànno fòsse e pertòse  se ‘ncuntràje c‘’a  zia  vavòsa

llà pè llà  lle facette ‘a mmasciàta  e ‘o matremmònio fuje cumbinàto…

 

‘o spusalizio ce fuje ‘nvitàto ‘o scuòrfano, ‘o cièfalo e ‘o pesce spata

alice e sarde a meliùne, anguille murene e capitùne

merluzze, spìnole e purpetièlle trèglie mazzùne e cecenièlle

Aròte, dèntice e calamàre e ‘o delfino facette ‘o cumpàre..

 

nu pesce bannèra tutt’’apparàto ll’ha benerìtto cu ll’acqua salata

e ‘o Guarracìno dicette allèro, e finalmente me sì muglièra

-“Evviva ‘e spùse!”-, abbaiaje ‘o pescecane e tutte ‘e pìsce sbattèttero ‘e mmane,  tra vàse e squàse abbracciamènti accummenciàje ‘o festeggiamènto

 

‘ascette mmièzo la Quaquìglia ca cummannàva  ‘na bella quadriglia

adòppo ascèttero lli siccetèlle cu ‘e tammorre e ‘e castagnèlle

e accussì nzième alli spuse nuvelle s’abballàje la tarantella

accumpagnata da ‘o pesce salmone ca sunàva lu calasciòne..

 

‘a sardella se sente int’’a panza comme fosse ‘na cuntrattànza…

-“aiuto, aiuto!”-,alluccàje n’alice -”Prièsto chiammàte ‘na levatrice!”-

-“nun è niente..!”- dicette ‘a murena -“chella ‘a sposa già èva prèna…!”-

-“ A chi è figlio?!“- strillàje ‘o Guarracino -“m’ha fatto curnùto ‘e Santu matina!”-

 

-“’o ssàccio!”- alluccàje ‘o Sparagliòne -“stu ‘mbruòglio ll’ha fatto cu ‘o capitòne..!”- allùcche, strìlle, nu parapiglia fra pìsce estrànei e la famiglia

venèttero mmièzo amice e pariente e sùbbeto ascèttero a pìsce fetiènte!

A tutte chesto li pisce ’nvitàte s’appiccecàveno ll’uno cu ll’ato!

 

chianètte, pònie e secuzzùne, pàcchere, càvece e scerevicchiùne

e succedètte proprio na guerra, nu fùje-fùje, e nu sèrra-sèrra

cinquanta muòrte, duiciènto ferite e n’ati vìnte in perìculo ‘e vita…

e ll’ati jèttero addò speziàle a piglià ll’acqua turriacàle..

 

e la sposa, pè lla paura, se sgravàje na criatùra..e fuje la granda meraviglia

pecchè  facette nu scuncìglio…

……… e accussì se facette ‘o festino d’’o  sposalizio d’’o Guarracino (2v.)

TARANTELLA D’’E NUMMERE

                                 

1 E’ ‘O SOLE E ‘O CUCUZZIELLO, 2 ‘A BELLA PECCERELLA,  11CILLE ‘E SURICILLE, CHESTO ‘E NUMMERE TE DA.       ‘A PAPOSCIA FA 40, 41 E’ STU CURTIELLO 39‘A FUNA ‘NGANNA,‘NGANNA E ‘NCULO ..UNA MESURA..!!!

RIT.   CHESTA E’ ‘A TARANTELLA CH’’E NUMMERE TE DA, CHIENO E FA CUNTENTA ‘O VARCONE D’’A PIETA’.(2V.)

9 ‘A SCALINATA E 10 ‘O CANNONE E ‘O PRIMMO CESSO, 12 ‘O SURDATO FA, CHESTO ‘E NUMMERE TE DA.   13 LU SANTU ANTUONO E 14 ‘O ‘MBRIACO, 15 ‘O RRE E LU JUAGLIONE,  16 LU CULO FA…

RIT.    ( POI) TUTTE ‘NCOPP’’A CASA MIA..TUTT’’E VOGLIO, ARRASSUSIA !! TUTTE QUANTE CU ‘E JUAGLIUNE, CA MATINA MO SE FA..  

17 FA ‘A DISGRAZIA, SCENNE ‘O SANGO C’’O 18, PEPPENIELLO E’ ‘O 19, 20 ‘A FESTA ‘ E PIEREROTTA. RITA ‘ANNURA MMIEZ’’A STANZA, ABBAL-LANNO, FA 21, 22 E’ CIURCILLO ‘O PAZZO, 23’ LU SCEMO FA..  ,’O CCAFE’ 42, ‘ONNA PERETA 43..44  STA ‘NGALERA, ‘A LAVANNARA  45,    46 ‘E PUMMAROLE BELLE ROSSE  E ZUCOSE, 47 DINT’’O SCURO ESCE ‘O MUORTO E  ‘O MUORTO FA…

( RIT ) 2V.

48 ‘A NONNA PARLA, ‘A CARNE FA 49, E’ 50 ‘O PIEZZ’’E PANE, ‘O CIARDINIELLO 51.   MAMMA’ JETTE ‘A ZI’ VICIENZO E PO’ CACAJE ‘O CAZZO A PAPA’…..,ISSO JUCAJE 52, E LU VIECCHIO 53….

 

54                          ‘O SCHIAVUTTIELLO BELLO

55                                                                                ‘A MUSECA !

56                          E’ CADUTO…!

57                          ‘O SCARTELLATO

58                          ‘O PACCOTTO……

59                          COCO’, ‘O CARDINALE…

60                          ‘E PILE…

61                          ‘O CACCIATORE

62                         ‘O MUORTO ACCISO VA FUJENNNO

63                                ‘A SPOSA…….

64                                                      ‘A SCIAMMERIA

65                                             CHIAGNEVA LUCIA, E COMME SFACCIMMO CHIAGNEVA……

66                                             .E DDOJE PUCCHIACCHELLE..

67                                             ‘O PERTUSO D’’A CHITARRA

68                                             ‘A SOLITAMENESTA…

69                                              ‘O MBRUOGLIO INT’’E LENZOLA 

(RIT) 2V.

E 70 E’ ‘O PALAZZO, 71 L’OMME ‘E MERDA,72 ‘A MERAVIGLIA, ‘O SPITALE 73, 74 ‘A ROTTA ‘NCULA,75  PULLECENELLA, 76 ‘A FUNTANELLA CA SCURREA, SCURREA, SCURRE’..

RIT.   CHESTA E’ ‘A TARANTELLA CH’’E NUMMERE TE DA, SO’ RIMASTE POCHE E DANCELLE PE’ PIETA’

85 L’ANEME D’’O PURGATORIO

86          ‘A PANZA CHIENA

87           ‘O PERUCCHIUSO

88           PAREGLIA ‘E CASECAVALLE

89          ‘O ZUCCULONE…

90                 ‘NCOPP’’O QUADRATO…’O      CAMPUSANTO…‘NCOPP’’O QUADRATO…’O        CAMPUSANTO…‘NCOPP’’O QUADRATO…’O CAMPUSANTO…TENGO PAURA……………..!!!!!!!!